L'attività motoria é trasversale a qualsiasi altra attività di insegnamento!

È innegabile l’appeal ed il ruolo fondamentale che il gioco ha nell’apprendimento, quindi, cosa si può fare di meglio che apprendere giocando?

Nel corso gli insegnanti riceveranno numerosi stimoli e proposte alla trasversalità della motricità giocando con l’Italiano, la Geometria, l’Aritmetica, la Lingua straniera, la Storia, la Geografia, l’Informatica, etc.

Verrà, a tal proposito, proposto anche l’uso degli EDUBAL, palloni misura 3 che hanno stampati lettere, numeri, simboli matematici ed informatici, estremamente utili, appunto, alla trasversalità.

Un vero e proprio portale di accesso ad un nuovo approccio ad una didattica che affascina e coinvolge i discenti.

TIME PROJECT

50 (cinquanta) ore (frontali e di tirocinio) di formazione certificata a 40 docenti di scuola primaria (ammessi alla fase frontale 10 di scuola dell’infanzia, ai sensi della D.M. 177/2000 e D. 90/2003, con la qualifica di “Educatore EMOtricità”:

  • Formazione comune, 14 ore, più, per ogni insegnante, 36 ore di tirocinio (in orario curriculare) di cui 12 (dodici) ore in affiancamento, con laureati/laureandi in Scienze Motorie.

ATTESTATO FINALE

Agli insegnanti, al termine del percorso, verrà rilasciato un attestato formativo, ai sensi della D.M. 177/2000 e D. 90/2003, con la qualifica di “Educatore EMOtricità”, nel quale saranno indicate le ore effettivamente svolte fino ad un massimo di 50 (cinquanta), di cui 14 frontali e 36 di tirocinio, di cui 12 con tutoraggio in affiancamento.

Ai discenti verrà consegnato, al termine del corso, un diploma di partecipazione al progetto EMOtricità, a cura dell’Istituto su indicazione grafica dell’Università Popolare Riviera di Ulisse, che fornirà il file con il contenuto grafico.

EDUCAZIONE CONTINUA

A cura dell’Università Popolare Riviera di Ulisse, uno spazio web dedicato alla formazione continua online.

Sono le emozioni che gemmano l'apprendimento!

PREMESSA

Nell'articolo 31 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, si riconosce ai bambini ed alle bambine "il diritto al riposo e allo svago, a dedicarsi al gioco ed alle attività ricreative proprie della loro età ed a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica".

Tutto ciò è molto chiaro, e l’attività motoria e sportiva, come da più di un secolo psicologi e pedagogisti di tutto il mondo raccomandano, sono “palestra” di vita, socializzazione e convivenza, nonché requisito fondamentale per il leggere, lo scrivere ed il far di conto.

Nonostante questi segnali indicatori, spesso non è semplice arrivare neppure al riconoscimento del diritto al gioco del bambino, anzi, nostro mondo vi sono centinaia di milioni di bambini ai quali non è assicurato nemmeno il diritto alla sopravvivenza fisica, figuriamoci se possiamo parlare di diritto al gioco!

Eppure il gioco non è un "optional" nella nostra esistenza ed attraverso l’attività motoria e sportiva si sublima, esaltando i valori sociali, educativi e culturali essenziali.

I bambini quando giocano, giocano seriamente.

Il gioco è la prima opportunità di emozionarsi!

L’idea di questa iniziativa nasce dalla convinzione che:

  • Il gioco è un diritto del bambino.

  • Il gioco è un momento serio e di lavoro per il bambino.

  • L’età d’oro della motricità (5-11 anni) si vive una sola volta.

  • Le emozioni “fissano” i ricordi ed il movimento ed il gioco generano emozioni.

  • Solo attraverso una sana attività motoria di base si gettano le basi per un corretto apprendimento e, quindi, per il leggere, lo scrivere ed il far di conto.

  • L’educazione motoria non può essere relegata a Cenerentola nella Scuola dell’Infanzia e Primaria.

  • L’educazione motoria non può essere delegata a formatori impreparati.

  • La palla, per la sua poliedricità di utilizzo, è uno strumento indispensabile per emozionarsi.

  • Maestro non è colui che riempie un sacco vuoto, bensì colui che suscita l’interesse dell’allievo.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il progetto si sviluppa su due azioni distinte, una indirizzata ai docenti ed una ai discenti, entrambe didatticamente compatibili e funzionali alla crescita dei bambini:

  • Corso di aggiornamento e perfezionamento per i docenti [50 ore, di cui 36 di tirocinio (12 con affiancamento e 24 in autonomia) in orario curriculare e/o extracurriculare].

Università Popolare Riviera di Ulisse, confederata alla CNUPI, propone il Corso di aggiornamento e perfezionamento “EMOtricità, Un lancio, un salto, un’emozione.”, ai sensi della D.M. 177/2000 e della D. 90/2003, svilupperà l’operatività del progetto mettendo a disposizione uno staff di Laureati/laureandi in Scienze Motorie e/o di Istruttori di motoria (dalla stessa qualificati e/o riconosciuti tali). Potranno partecipare al corso tutti gli insegnanti di Scuola Primaria che ne faranno richiesta fino ad un massimo di 40, dello stesso Istituto o di più Istituti o di Istituti in rete.

  • Corso di minibasket per i discenti (36 ore per classe intera, di cui 12 in affiancamento)

L’Università Popolare Riviera di Ulisse attuerà i programmi del progetto “sul campo” mettendo a disposizione uno staff di Laureati/laureandi in Scienze Motorie e di Istruttori di motoria dalla stessa qualificati, oltre che alla propria organizzazione a supporto della medesima attività, piuttosto che delegando il progetto ad altri Enti e/o Università Popolari aderenti alla CNUPI (Confederazione Nazionale Università Popolari Italiane, piuttosto che organizzazioni culturali e/o sportive italiane e straniere. Gli Istituti coinvolti con le loro classi di primaria svolgeranno l’attività pratica in orario curriculare e/o extracurriculare, ognuna per un monte di 36 ore di lezione, di cui 12 di affiancamento con laureati/laureandi in Scienze motorie, di “EMOtricità”, tra il 01 ottobre ed il 30 aprile (tra il lunedì ed il venerdì), secondo il calendario orario concordato tra l’Università Popolare Riviera di Ulisse (o organizzazione delegata) ed il Dirigente Scolastico.

Inoltre, il progetto verrà sviluppatoanche con una Associazione sportiva, il BASKET YO Formia, nell'ambito del settore minibasket, proponendo, appunto, "EMOtricità" per l'intera durata del corso, coinvolgendo attivamente, oltre agli Istruttori di cui sopra, anche i volontari del Servizio Civile AMESCI. Ovviamente, in particolare per i ragazzi dai 10 anni in su, si aggiungeranno anche aspetti tecnico-tattici della pallacanestro, comunque, con indirizzo ludico.

STRUTTURAZIONE DEL PROGETTO

OBIETTIVI

  • Sensibilizzare la cooperazione allo scopo di sviluppare l’educazione attraverso l’attività motoria ed il gioco-sport;

  • trarre vantaggio dai valori trasmessi attraverso il gioco-sport per lo sviluppo delle conoscenze e competenze che consentono soprattutto ai giovani di sviluppare qualità motorie e volontà a compiere sforzi a livello personale, nonché qualità sociali come il lavoro in gruppo, la solidarietà, la tolleranza, l’integrazione ed il fair-play in un ambito multietnico e multiculturale;

  • permettere ai diversamente abili una condizione di maggiore rispetto ed attenzione, ponendo attenzione alle sue potenzialità;

  • permettere ai normodotati di apprezzare e rispettare maggiormente se stessi, apprendendo filosofie di vita e qualità nell’impegno, ai più sconosciuti, attraverso la cognizione del privilegio attenuto di una vita “straordinariamente” normale, acquisendo dal diversamente abile quelle caratteristiche personali, quali la semplicità e la gioia di vivere ogni singolo istante con profonda partecipazione ed interesse, apprezzando il positivo ed affrontando con decisione le difficoltà che la vita ha loro imposto;

  • smorzare tutti gli aspetti deleteri dello sport, a volte esasperatamente prestativo e troppo vincolato al mero risultato;

  • EMOtricità” è anche momento di formazione (Corso di 14 ore spalmate per tutto il periodo di svolgimento del progetto e comprese 36 ore di tirocinio di cui 12 con tutor in affiancamento in orario curriculare) per docenti di scuola dell’Infanzia e Primaria, con la partecipazione di docenti universitari, esperti delle varie discipline motorie e sportive, esperti di sport per diversamente abili, medici ortopedici, pediatri e sportivi, nutrizionisti, educatori e pedagogisti esperti di attività motoria, psicologi, esperti di management dell’associazionismo sportivo e scolastico;

  • EMOtricità” è, quindi, momento di formazione motoria e personale anche per discenti di scuola Primaria. Le attività che si svolgeranno in orario extrascolastico 10 lezioni di “EMOtricità”, tra il 01 ottobre ed il 30 gennaio (tra il lunedì ed il venerdì), secondo un calendario orario concordato tra l’Università Popolare Riviera di Ulisse (o organizzazione delegata) ed il Dirigente Scolastico.

  • Laureati in Scienze Motorie guideranno le lezioni ai bambini con il metodo “deduttivo”, emozionandoli attraverso il gioco (perché l’apprendimento passa attraverso l’emozione più che ogni altro strumento educativo); gli stessi Laureati in Scienze Motorie e/o di Istruttori di motoria (dalla stessa qualificati e/o riconosciuti tali), affiancheranno, in qualità di tutor, per 8 ore in orario curriculare.

CONTENUTI DEL PROGETTO

COSA SONO LE EMOZIONI?

Partendo dall’assunto che siamo animali emotivi e decidiamo secondo il nostro stato emotivo e alla nostra capacità di gestirlo e dipendendo da quello che proviamo o ci farà provare la decisione che avremo preso, é, quindi, fondamentale conoscere le nostre emozioni, comprendendo cosa le genera e, soprattutto, perché e come agiscono su di noi.

La domanda più ovvia e più complessa é: Cosa sono le emozioni?

Un vecchio detto sostiene che “Ognuno sa che cos’è un’emozione, finché non gli si chiede di definirla”. Sappiamo bene cosa sono in quanto ne abbiamo esperienza diretta e quotidiana, tutti abbiamo provato paura, amore e odio, rabbia e gioia. Ma come influenzano la mente? Come plasmano le nostre percezioni, i ricordi, i pensieri e i sogni? Siamo noi a controllarle o sono loro a controllare noi? Perché ci sembrano spesso incomprensibili? A queste e altre domande proveremo a dare risposta in un approfondimento futuro, adesso partiamo dalle basi.

In primo luogo le emozioni si sono evolute con noi attraverso la selezione naturale, quindi rispondono in modo efficace a più funzioni importanti per il nostro benessere. Esempi classici sono: proviamo paura per sopravvivere alle minacce, proviamo amore per riprodurci e aver cura della prole. In secondo luogo, le emozioni e le loro manifestazione fisiologiche sono uguali in tutti gli esseri umani, qualunque sia la cultura, dalla più primitiva a quella moderna.

La psicologia ci dice che l’emozione è un comportamento di risposta a uno stimolo esterno determinato da motivazioni profonde. Per esempio, percepiamo una minaccia, proviamo timore e cerchiamo di evitarla. Oppure leggiamo un certo interesse negli occhi di un’altra persona, ci sentiamo attratti e reagiamo comunicando e con atteggiamenti specifici. A voler essere più precisi, l’emozione è quella complessa catena di eventi compresa tra la comparsa dello stimolo scatenante e l’esecuzione del comportamento di risposta.

L’emozione si manifesta su più livelli differenti: psicologico, comportamentale e fisiologico. Quando ci emozioniamo, per esempio, le pulsazioni aumentano o arrossiamo o sudiamo, la nostra lucidità mentale e il nostro autocontrollo si riducono e siamo indotti ad assumere comportamenti automatici, parzialmente o pienamente inconsci (se abbiamo paura fuggiamo).

Quali sono le emozioni principali?

Le emozioni si distinguono in fondamentali o complesse. Le prime, dette anche emozioni primarie, si manifestano nel primo periodo della vita umana e ci accomunano a molte altre specie animali:

  1. Paura, determinata dalla presenza di un pericolo o da una minaccia;

  2. Disgusto, reazione nei confronti di sostanze o oggetti potenzialmente nocivi e con lo sviluppo anche in relazione a pensieri o immagini particolari;

  3. Gioia, determinata dal raggiungimento di uno scopo;

  4. Tristezza, determinata da una perdita o da uno scopo non raggiunto;

  5. Rabbia, generata dalla frustrazione e si manifesta attraverso l’aggressività.

  6. Sorpresa, determinata da un evento inaspettato e seguito da paura o gioia.

Alcuni aggiungono a questi anche “aspettativa” ed “accettazione”.

Le emozioni complesse (secondarie) derivano dalla combinazione delle primarie e si apprendono o sviluppano con la crescita dell’individuo e l’interazione sociale: l’invidia, l’allegria, la vergogna, l’ansia, la rassegnazione, la gelosia, la speranza, il perdono, l’offesa, la nostalgia, il rimorso, la delusione. Come puoi vedere le emozioni sono molte e differenti. Non ti sei mai chiesto quale scopo hanno le emozioni? Perché proviamo gioia, tristezza e rabbia?

Le emozioni hanno funzioni diverse e importanti: per esempio, rendere più efficace la reazione dell’individuo ai fini della sopravvivenza, ma anche favorire la comunicazione sociale, farci comprendere i nostri cambiamenti psicofisici, renderci consapevoli dei nostri bisogni e dei nostri obiettivi, farci apprendere da eventi e situazioni, e altro ancora.

È importante sottolineare che le emozioni sono delle esperienze generatrici di schemi comportamentali che ci consentono di rapportarci alla realtà in modo semplice e spesso immediato, senza dover troppo riflettere sulle cose. Ci aiutano ad orientarci piuttosto bene in un mondo caotico con un dispendio minimo di energie. Le emozioni rappresentano il modo in cui ciascuno di noi sente e vive l’esperienza delle cose.

IL GIOCO E' IL LAVORO DEL BAMBINO

Il bambino "afferra il mondo" che lo circonda, toccando, muovendo, prendendo, manipolando gli oggetti.

Attraverso l'accomodazione e l'assimilazione (adattamento del bambino all'ambiente e dell'ambiente al bambino), la locomozione (movimento del proprio corpo nello spazio e nel tempo, con o senza attrezzi od oggetti), vengono acquisite esperienze sociali e materiali che determinano enormi progressi nello sviluppo.

Il gioco ha un grande "ruolo" nella vita e nel campo delle esperienze del bambino.

Il gioco vive in modo determinante sugli schemi motori acquisiti (abilità motorie semplici e complesse).

SI APPRENDE MAGGIORMENTE GIOCANDO

Le caratteristiche del gioco sono:

  • la gratuità;

  • la delimitazione nello spazio e nel tempo;

  • il piacere della tensione.

Il gioco è importante per:

  • la stabilizzazione dei movimenti e dei gesti;

  • la variazione dei movimenti (adattati allo spazio, al tempo, al ritmo e alle differenti situazioni).

TUTTO CIO' FAVORISCE LA CREATIVITA'

La creatività è una capacità inventiva (capacità di risolvere le situazioni-problema che vengono di volta in volta presentate) che permette di riorganizzare le abilità apprese e di arrivare a forme nuove di comportamento o di movimento.

Il bambino giocando da solo, con gli altri, con oggetti o con attrezzi, si "munisce" di un bagaglio cognitivo, intellettivo, mentale, motorio, emotivo, che sarà la base su cui costruire successivamente abilità motorie complesse.

Nel gioco deve essere permesso a tutti i bambini di avere delle idee, di provare, di capire e di commettere degli errori.

IL BAMBINO E' UN BAMBINO, NON UN PICCOLO UOMO

Il gioco per il bambino è una attività seria, di cui non può fare a meno per vivere bene e crescere meglio.

Togliete il gioco al bambino e lo avrete ferito in profondità, privandolo di una esperienza necessaria per la crescita.

I bambini possiedono una grande capacità, riescono a trasformare in gioco tutto ciò con cui entrano in contatto.

I bambini vanno incontro al mondo giocando, corteggiandolo, cercando di riportare alla loro portata e alla loro dimensione, tutto ciò che appare loro poco comprensibile o tollerabile.

Senza il gioco la realtà avrebbe un impatto durissimo, non mediato, insostenibile.

I bambini devono giocare allo sport, non praticare lo sport!

Due secoli fa, il poeta tedesco Shiller, definiva il ruolo fondamentale del gioco, non solo per i bambini, ma per gli esseri umani di ogni età: "L'uomo gioca solo quando è uomo nel significato più pieno del termine ed egli è interamente uomo solo quando gioca".

Un imperativo importante per gli Educatori, Docenti, Istruttori, Allenatori: "Ridate al gioco un posto centrale nella formazione dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti!".

Fate vivere ai bambini un'infanzia che sia fertile di sogni, progetti, realizzazioni e che abbia tutta la ricchezza e la vitalità del gioco; solo così potranno vivere successivamente una fanciullezza ed una adolescenza viva e vera!

È molto importante, quindi, fare in modo che tutte le Agenzie Educative che ruotano attorno al mondo del bambino (Famiglia, Scuola, Società Sportiva), avvicinino nel modo migliore e il più corretto possibile, i bambini/e, i ragazzi/e e gli adolescenti, all'educazione motoria, al gioco, al gioco-sport ed allo sport.

Affinché ciò avvenga, i bambini/e, i ragazzi/e, hanno bisogno di avvicinarvisi con i tempi e i modi della loro età, prima giocando in allegria e poi, gradualmente, avviandoli alle regole, all'impegno fisico e psicologico, alla lealtà sportiva, alla competizione, al confronto (e non allo scontro).

Questi obiettivi saranno meno faticosi da raggiungere se hanno avuto origine dal gioco e non ne hanno perduto, con il passare del tempo, le caratteristiche originarie.

Il gioco, il gioco-sport e lo sport, se insegnati correttamente, hanno grandi potenzialità, anche, per aiutare quei bambini/e, ragazzi/e che provengono da esperienze familiari e sociali difficili.

Affinché tutto ciò avvenga, occorrono buoni Insegnanti e Scuole che formino Istruttori-Educatori ed Allenatori competenti, buoni conoscitori del mondo infantile e dotati di grande umanità.

Dobbiamo decidere, allora, una volta per tutte, quale delle due strade intraprendere:

  • impegnare tutte le risorse per selezionare ed "allevare" potenziali campioni;

  • allargare base di bambini/e, ragazzi/e innamorati del gioco, del gioco-sport e dello sport.

La nostra scelta è per la seconda soluzione che, oltre a non impedire l'emergere di individualità particolarmente dotate, ha il pregio di non diffondere frustrazione e di creare una base di praticanti entusiasti, ancora capaci, come facevano da bambini, di giocare.

Possono rappresentare un fattore di inserimento, di condivisione alla vita sociale, di disponibilità, di accoglienza delle differenze e di rispetto delle regole.

La pratica sportiva rappresenta, come affermato dalla Carta Europea dello Sport e dal Codice di Etica Sportiva, una delle modalità, attraverso cui l’individuo trova conferma della sua affermazione e valorizzazione.

Chi ha stabilito che il bambino non può “digerire” una sconfitta? Il bambino gioca per misurarsi e la sconfitta non è tale se diventa pungolo per migliorarsi, anzi renderà più importante la successiva vittoria. Ovvio che questo passaggio necessita di un “humus” e di una “guida sapiente”, magari supportati da un mezzo che soddisfi i bisogni primari del bambino.

Chi ha stabilito che il normodotato sia una risorsa per il diversamente abile? Perché non provare, almeno per una volta, a ribaltare il concetto e considerare il diversamente abile come una risorsa per il normodotato?

Lo sport va riconosciuto come diritto di cittadinanza, oltre che come risorsa per l’integrazione e questo progetto tra i suoi obiettivi dedica un importante spazio alla promozione e diffusione dell’attività motoria, attraverso il gioco-sport e gli sport destrutturati, alla vita sociale ed alla sollecitazione della cultura dei diritti e della solidarietà.

Sulla base di tali premesse, il progetto proposto intende dimostrare che l’attività motoria e sportiva può essere accessibile a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno e nella diversità delle pratiche agonistiche e/o amatoriali, organizzate o individuali, e può rappresentare un mezzo privilegiato di sviluppo, educazione e rieducazione, nonché di integrazione sociale e di solidarietà.

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